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Conosciamo Share, la Startup delle consegne etiche last mile

di Maria Luisa D'Urso
Tempo di lettura: 6 minuti.

Consegne etiche e sostenibili? Sì, sono possibili!

Scopri la nostra intervista a Share, la nuova startup delle consegne Last-mile, che si fonda su solide radici etiche e su un concetto chiave: la condivisione.

Abbiamo intervistato Claudio di Silvestre, CEO e Founder di Share Italia e Pietro Greppi, consulente per la comunicazione e Corporate Manager di Share, la start-up innovativa ed etica del delivery.

Share si occupa di DELIVERY principalmente ad impatto Co2 free, un progetto dove l’innovazione e la condivisione di valori etici si fondono sinergicamente.

Per noi di Ecommerce Ideas, è un piacere poter condividere idee, news e strategie con Start-up del settore con forte spinta sociale e orientate alla condivisione di valore.

Crediamo che la contaminazione digitale sia un valido supporto per la crescita, il confronto e la diffusione di informazioni con tutti gli stakeholders aziendali, consolidati e di nuova generazione.

Vediamo come nasce e si sviluppa la business idea delle consegne etiche di Share Italia.

In poche righe lo ShareManifesto:

SHARE il rispetto nelle consegne. Ci chiamiamo Share: significa condividere. Perché intendiamo condividere, con clienti e fornitori, l’idea e l’impegno che il rispetto per chi lavora con noi (che poi lavora per voi) viene prima di qualunque consegna. Se condividete questa unica condizione, siamo a vostra disposizione.

consegne etiche share

Ecco le domande che abbiamo fatto a Pietro e Claudio, confrontandoci sui punti che ci interessavano maggiormente:

1) Quali sono le principali chavi di differenziazione di Share?

  • Abbiamo deciso di far effettuare le consegne principalmente a piedi attraverso collaboratori definiti “WALKERS”, che lavorano sfruttando la prossimità (raggio medio d’azione 1,5 km). Grazie all’installazione di mini-Hub e Locker, i Walkers possono ritirare i pacchi e consegnarli mantenendo l’intervento completamente Co2 FREE.
  • Le persone che collaborano con noi sono parte fondamentale dell’impresa e con loro condividiamo obiettivi, ma anche risultati. Per noi, inoltre, è “conditio sine qua non” il riconoscimento di un contratto di lavoro subordinato con ogni rider (o walker, ndr).
  • Attraverso la nostra APP, il cliente sarà contattato 15 minuti prima dell’effettivo arrivo del pacco (grazie all’uso di un sistema geo-satellitare), in modo da ridurre al minimo i tempi d’attesa e conoscere esattamente l’orario di consegna.
  • È nostro interesse costruire una relazione fiduciaria con i nostri clienti per affiancare la loro crescita, occupandoci direttamente di tutte le loro esigenze di distribuzione.

2) Cosa vi ha spinto a fondare questa Start-up?

“La passione per il delivery e per la logistica in generale”, risponde Claudio Di Silvestre che vanta un importante background in questo settore. Giovanissimo inizia come specialista, poi coordinatore delle movimentazioni dei magazzini per la Marina Militare, fino ad occupare prestigiose posizioni come responsabile, direttore e consulente della logistica per importanti realtà nazionali e multinazionali. Questo gli ha consentito di ottenere una visone chiara del settore, pragmatismo e determinazione, frutto di una consolidata esperienza acquisita in 40 anni di carriera.

3) Quali sono quindi i valori più importanti che condividete?

È qui che Claudio racconta l’esempio che più lo ha ispirato, ovvero Adriano Olivetti. “Per migliorare la vita all’interno della società in cui si vive, bisogna partire col migliorare la vita delle persone che la compongono” (cit. Adriano Olivetti).

A sostegno di quanto citato, la visione positiva, la cultura per il lavoro, l’inclusione, saranno i pilastri su cui si basa il nostro intero progetto, senza dimenticarci della sostenibilità ambientale. Quest’ultimo obiettivo, perseguibile attraverso un uso capillare di Locker, porterà a raggiungere una capacità di consegna pari a 15oo pacchi al giorno per ciascun Hub. Un importante risultato, se si pensa che un furgone riesce a distribuire circa 150 pacchi al giorno, con una significativa riduzione di traffico, mezzi ed emissioni di Co2.

4) Quali sono stati gli step più difficili da affrontare?

“La prima considerazione è relativa al periodo di inizio attività, ovvero all’aver costituito la start-up a soli 5 giorni dall’inizio del Lockdown dello scorso Marzo 2020.” Inoltre, sottolinea Claudio, la difficoltà nel reperire finanziamenti adeguati a sostegno dell’intero progetto. Non è facile individuare degli investitori in Italia, soprattutto quando non possiedi ancora dati visibili di reportistica e fatturato.

Contiamo in futuro di riuscire ad accedere a qualche finanziamento istituito a sostegno delle imprese, messo in atto successivamente al Lockdown grazie al progetto di rilancio. Salvo qualche piccola “iniezione”, prosegue Claudio di Silvestre, l’intera struttura si è dovuta basare sull’autofinanziamento.

5) Quali sono i vostri fattori critici di successo?

Senza esitare, la risposta si collega alla realizzazione del progetto di assunzione di persone provenienti dal “terzo settore”, in collaborazione con associazioni come CoorDown, con la costituzione esclusiva di profili regolamentati da contratti di lavoro.

SHARE oltre a collaborare con CoorDown (ente di coordinamento delle associazioni italiane a sostegno delle persone con abilità speciali), prevede di rielaborare la tradizionale formula di collaborazione lavorativa con ragazzi ad abilità speciali. Ovvero, puntando in primis a conoscerli, cercherà di creare una MISSION specifica per ciascuno di loro, accompagnandoli in un progressivo percorso di crescita. Lavorare per raggiungere obiettivi dapprima come singoli individui, e successivamente, collaborando alla realizzazione degli stessi all’interno di un TEAM.

hiring chain

The Hiring Chain by Sting per CoorDown

L’impegno di SHARE però vuole andare oltre, con la voglia di condividere questa nostra visione anche con quelle categorie che sono da sempre più colpite nel settore del lavoro: le donne. Spessissimo le donne sono volte a dover rivedere i loro programmi lavorativi per conciliare la gestione della famiglia, dei figli od oggi si trovano spesso da sole a dover vedere l’avvicinarsi della fine del mese come un momento da temere economicamente. SHARE spera di poter migliorare la vita delle famiglie dando la possibilità, a quelle fasce che sono molto spesso condizionate da orari fissi, di integrare la loro disponibilità economica non dovendo temere l’avvicinarsi delle bollette.

6) Cosa vi rende più felici nell’aver realizzato questo progetto?

“Essere Green e Socialmente Responsabili è la nostra missione e questo ci rende felici e sereni nel compiere un percorso difficile, ma pieno di soddisfazioni. Il compito più importante è mantenere l’accuratezza e la serietà nello svolgere queste attività per non deludere le aspettative. Personalmente, l’accordo con Coordown mi rende molto contento e penso che ci darà soddisfazioni anche in futuro.” Risponde Claudio di Silvestre.

7) Come l’uso del “Digital” vi ha supportati nel vostro progetto?

La collaborazione tra me e Pietro Greppi, racconta Claudio di Silvestre, nasce dal networking digitale e Linkedin. Trovare persone con cui condividere questi valori e poter far crescere il business insieme è davvero un opportunità offerta dalla rete. Altro step, riguarda il farci conoscere e farlo nel modo corretto.

Pietro Greppi aggiunge: “il mondo digitale ha consentito di essere più veloci e flessibili. Ci ha consentito di effettuare attività in minor tempo, se avessimo dovuto effettuare riunioni in sedi fisiche, effettuare spostamenti per incontrarci, tutto questo avrebbe reso meno efficace il nostro operato. La possibilità di sentirsi velocemente e con pochi minuti di preavviso, l’uso degli strumenti digitali, sono  fra le opportunità da salvare del Digital.

Basta essere abbastanza bilanciati nell’uso delle risorse, come noi stiamo cercando di fare. Contagiati da questo momento storico che ci ha obbligati a dover optare per soluzioni digitali, (comunicazione a distanza, ecc), si è cercato di trasformare quest’innovazione in valore aggiunto, al fine di migliorare anche l’operatività di Share”.

Senza dimenticare l’etica che unisce il gruppo, poiché Pietro Greppi, che si occupa di etica da sempre, ha in passato portato il suo sostegno in casi di forte disagio, al fine di poter ridistribuire il reddito (nel ‘94 è stato fondatore di “Scarp de Tenis”, primo giornale di strada italiano no profit poi ceduto a Caritas nel ’96) trasportando questi principi anche in Share nella comunicazione etica, emersa anche in modalità digitale.

8) Quali suggerimenti dare a chi volesse fondare una Start-Up?

Innanzitutto la motivazione non deve essere una semplice idea per “trovarsi un lavoro”.

Per creare una start-up, bisogna avere un’IDEA e crederci molto, sottolinea Claudio. Bisogna essere disposti ad aprirsi e non aver paura di condividerla, esser pronti a sentire anche le reazioni esterne (salvo si tratti di un brevetto farmaceutico o chimico o qualcosa che necessiti segretezza). Un’idea, un concetto, se condiviso aiuta a crescere, a conoscere i pareri esterni, a capire e scegliere le persone con cui collaborare.

Bisogna crederci fino in fondo e fare in modo di realizzarlo a prescindere dai pareri contrari perché sicuramente fra tante opinioni positive, ci saranno sempre persone che ti diranno che stai sbagliando.

Il segreto? Credere in se stessi e … tanta condivisione! Detto da chi, ha chiamato la propria società SHARE!

9) Progetti per il futuro?

Il progetto principale è di sviluppare Share a livello nazionale, partendo dalla capitale, attualmente città pilota di questo progetto. Inoltre, si sta  cercando d’inserire tra i mezzi a disposizione degli operatori, dei VAN a pedalata assistita, sistema già in uso in Nord Europa. Prossimo step, su cui si sta già lavorando, sarà l’installazione di Locker all’interno della metropolitana di Roma.

Non ci resta che fare un grande in bocca al lupo a Share Italia per la realizzazione di tutti i suoi progetti. L’intervista, speriamo sia riuscita a fornire stimoli, idee, o un eventuale fonte d’ispirazione, per chi volesse intraprendere un simile percorso.

Se avete suggerimenti o riflessioni da condividere, scriveteci sui canali social!

 

 

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