Che tipo di investimento serve per avviare un e-commerce?

Se ti è passata per la mente l’idea di aprire un e-commerce ma non sai da quale parte iniziare, allora questa guida è quello che fa per te.

Aprire un e-commerce, infatti, qualunque sia il genere di prodotto che si decide di vendere, ha dei costi iniziali che devono essere presi in considerazione prima di iniziare l’impresa perché si tratta di un’attività professionale vera e propria che, come tutte le altre, richiede un investimento personale più o meno gravoso.

Scopriamo insieme che tipo di investimento serve per avviare un e-commerce.

L’investimento di tempo e quello di denaro

Quando si decide di aprire un negozio di e-commerce il primo investimento che si deve fare, oltre quello del denaro, è quello del tempo. Aprire un’attività di e-commerce equivale ad aprire un qualsiasi business e per questo motivo occorre seguire tutti i passaggi di un vero e proprio business plan. Ma soprattutto occorre effettuare un’attenta analisi preliminare in quanto bisogna conoscere perfettamente il proprio mercato di riferimento, la concorrenza, le opportunità, etc. La prima decisione molto importante che devi prendere è quella relativa al tipo di e-commerce che vuoi mettere in piedi. Sarà un b2b oppure un b2c, ossia il tuo cliente finale sarà l’azienda o il consumatore? Questa tipologia di scelta implica anche costo differenti di avviamento e una più complessa gestione del tuo negozio virtuale. L’investimento di tempo, però, non viene fatto solo all’inizio ma anche nella fase della gestione in quanto dovrai mettere in conto che ti servirà del tempo per poter gestire il tuo e-commerce e per vedere i primi frutti di questo investimento iniziale. Le soddisfazioni che puoi ricavare, però, sia dal punto di vista economico che professionale sono davvero tante.

I costi di avvio

Una volta che hai svolto tutta l’attività di analisi preliminare, devi affrontare la fase di avvio che pure prevede dei costi in termini economici. Sicuramente ti occorre una piattaforma online che abbia un’interfaccia chiara e semplice da usare. Per ottenere questo risultato ti devi rivolgere a professionisti del settore che siano specializzati nella realizzazione di siti web e soprattutto di piattaforme di commercio online. Il costo di questo servizio è variabile e dipende molto dal tipo di piattaforma che si intende realizzare ma puoi considerare una cifra approssimativa che va dai 1500 fino ai 100.000 euro (per gli eCommerce estremamente personalizzati di grosse aziende). A questo devi aggiungere il costo del noleggio del server, un elemento indispensabile soprattutto se hai un negozio virtuale con molti articoli in vendita. Si possono trovare anche aziende che offrono un servizio low-cost ma va valutato il traffico che si presume di avere sul sito: nessun cliente fa acquisti su un portale che rischia di bloccarsi in continuazione.

Non dimenticare poi di affiancare a questi costi di gestione i costi di elaborazione del materiale fotografico, qualora tu non  abbia scelto un segmento tale da poter ritrovare su apposite piattaforme (come ad esempio icecat ) tutte le info relative al tuo prodotto in vendita. (ti consiglio di seguire i prossimi articoli per scoprire  di più sulle piattaforme a tua disposizione per recuperare info sui prodotti mass-market)

 

Gli adempimenti burocratici

Poiché un e-commerce è un’attività a tutti gli effetti, non bisogna dimenticare che ci sono molti adempimenti burocratici da espletare per poter iniziare l’attività. Secondo la Direttiva 2000/31/CE che regola in settore, è possibile aprire un e-commerce senza richiedere particolari permessi, purché la vendita riguardi ovviamente prodotti legali. Così come indicato dal DPR 917 del 1986, se i guadagni annui dell’e-commerce non superano i 5mila euro, è possibile non rilasciare fattura ma semplicemente una ricevuta che sarà soggetta a ritenuta d’acconto del 20%. Se i guadagni superano tale cifra, però, occorre aprire una partita iva, con tutti i costi di gestione e le tasse che questa prevede. Il consiglio è quello di rivolgerti ad un commercialista di fiducia per districarti in questo delicato terreno. Se l’idea è quella di aprire una società a tutti gli effetti che gestisca l’e-commerce, bisogna poi aggiungere a tutti gli altri anche i costi della costituzione della società che deve essere fatta alla presenza di un notaio. La società dovrà poi fare l’iscrizione alla Camera di Commercio e presentare una dichiarazione che si chiama SCIA per l’inizio dell’attività. Queste operazioni hanno un costo di un centinaio di euro l’una, tranne la parcella del notaio che varia molto in base alla difficoltà dell’atto e al notaio stesso.

I costi di mantenimento

L’ultima spesa che manca per avviare il tuo e-commerce è quella dell’acquisto della merce ma le uscite non finisco qui però. Infatti esistono pure le spese di mantenimento che sono quelle relative all’andamento quotidiano dell’attività. Devi mettere in preventivo dei costi per riuscire ad aggiornare il sito ogni volta che c’è la necessità di qualche modifica o di un piccolo ammodernamento e quelli relativo alle campagne di comunicazione e alla promozione del tuo sito. Questi ultimi sono di difficile classificazione perché possono variare da poche centinaia di euro fino a migliaia per campagne di comunicazione più complesse, che richiedono l’impiego di più mezzi. Ti servirà, poi, del personale per gestire tutte le attività, soprattutto se il tuo e-commerce dovesse iniziare ad avere successo. In questo caso occorre prevedere una o due persone da assumere per farti aiutare nelle varie mansioni. Infine l’ultima spesa è quella relativa alle spedizioni. Gli e-commerce più apprezzati dal pubblico sono quelli che prevedono le spedizione gratuite che quindi sono a carico dell’azienda di e-commerce ma, in alternativa, puoi inserire i costi di spedizione in quello finale del prodotto.

Le scorciatoie per risparmiare

Quella spiegata fin qui è la strada relativa all’apertura di un e-commerce professionale che ti consenta di fare del commercio elettronico una vera e propria attività. Se la tua intenzione, però, è quella di un’attività più piccola, allora ci sono alcune scorciatoie che ti consentono di risparmiare. Ad esempio puoi decidere di aprire il tuo negozio virtuale su piattaforme specializzate come Ebay o Amazon .In questo caso i costi sono sicuramente ridotti perché non hai bisogno di avere un tuo sito ma puoi appoggiarti a quello delle più famose piattaforme  e-commerce. Lo stesso si può dire per le spese di comunicazione che sono praticamente dimezzate. Se scegli Ebay o Amazon, però, considera che i margini si abbassano nettamente, inoltre è ancora più necessario investire in fotografie di qualità per illustrare al meglio i prodotti in vendita e distinguersi dalla massa di tutti gli altri venditori presenti sulla stessa piattaforma.I markeplace ti permettono inoltre anche di promuovere i tuoi articoli tra mille altri articoli sposti, investendo in comunicazione direttamente sui marketplace.  I costi variano in base alla tipologia di contratto che si sottoscrive. In merito ti consiglio di leggere il mio ultimo articolo:  Quali piattaforme e-commerce scegliere se vendo meno di 50 prodotti.

 

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